CIAO

wide

Ti ho conosciuta così….ti ricorderò così…per sempre!

ADDIO WIDE….CIAO ANNA

“Sono qui su una montagna bella alta e bella larga per guardarmi bene intorno e dentro. Sono qui per parlare un po’ di cancro, anche se non solo, e per sentirm…i meno sola con il cancro. Ho 40 anni e due bambine, un compagno meraviglioso, una vita bella e disordinata come tante e, da 5 anni, anche un po’ di cellule impazzite che, nonostante tutto, non riesco a non amare”

di sottolestelledeljazz

Io

 
 
 
“Questa lirica si intitola “Io”. Chissà se anche Nazik, quando diceva io, non sapeva se sentirsi tutto o niente. Chissà se avesse preferito sentirsi intera o se amasse quel vivere spezzata. Chissà se anche in lei fermentasse un desiderio di… certezze. O forse anche in te, Nazik, come in me, albergavano solo domande. Prima tra tutte, questa: io, chi sono io?”
Aziza Al Karim
 
 
notte
 
 
IO
 
«La notte mi chiede chi sono
sono il segreto della profonda nera insonnia
sono il suo silenzio ribelle
ho mascherato l’anima di questo silenzio
ho avvolto il cuore di dubbi
immota qui
porgo l’orecchio e i secoli mi chiedono
chi sono.
E il vento chiede chi sono
sono la sua anima inquieta rinnegata dal tempo
come lui sono in nessun luogo
continuiamo a camminare e non c’è fine
continuiamo a passare e non c’è posa
giunti al baratro
lo crediamo il termine della pena
e quello è invece l’infinito».
 
                                  Nazik al-Mala’ika
 
 
 
 
di sottolestelledeljazz

Veder cadere le foglie mi lacera dentro

 

 

Veder cadere le foglie

Veder cadere le foglie mi lacera dentro
soprattutto le foglie dei viali
Soprattutto se sono ippocastani…
soprattutto se passano dei bimbi…
soprattutto se il cielo è sereno
soprattutto se ho avuto, quel giorno,
una buona notizia
soprattutto se il cuore, quel giorno,
non mi fa male
soprattutto se credo, quel giorno,
che quella che amo mi ami
soprattutto se quel giorno
mi sento d’accordo
con gli uomini e con me stesso.
Veder cadere le foglie mi lacera dentro
soprattutto le foglie dei viali
dei viali d’ippocastani.

– Nazim Hikmet

 
 
foglie

MI VESTO DI TE


Ed io mi vesto di Te,
Autunno,
 
di un sole distaccato tra nuvole indecise,
di un timoroso mare crespo
ignaro del rumore della tempesta.

Ed io mi vesto di Te,
Autunno,
 

di una terra ancora fertile
che accoglie pietosa
 salme di foglie e  rami.

Ed io mi vesto di Te,
Autunno,
 

di uomini,
di case,  
di cose
e di luci
scrutati attraverso il  magico caleidoscopio
della mia  finestra,
 appannata da gocce di pioggia,
da ricordi e nostalgia.

                                             A.C. sottolestelledeljazz

di sottolestelledeljazz

Facciamo che le stelle non hanno mai imparato a dire addio

 
 
 
 
Facciamo che mastico desiderio e il succo esplode
di ali di zucchero in bocca. Facciamo che ha il tuo sapore.

Facciamo che potrei anche annegare se te ne vai …
per il tempo che occorre a un merlo
per capire un pino.

Facciamo che all’alba entriamo in pineta.

Non abbiamo dormito e il solo oppio che abbiamo fumato
è quello che esala dai nostri respiri congiunti.

Facciamo che le stelle non hanno mai imparato
a dire addio. (Una è un gioiello
di magia azzurra nel tuo orecchio perfetto).

Facciamo che tutto questo è vero

com’è vero che ci sono merli
in un paradiso di merli.

(trad. Loredana Magazzeni e Andrea Sirotti)

 
 
 

di sottolestelledeljazz

Bentornata…..

 

E ti ho aspettato, raccogliendo le conchiglie che il mare ha raccolto per me nei fondali misteriosi della mia anima….
per donarle a te…….

A.C. sottolestelledeljazz

Sei tu

Mi spingi oltre i miei limiti
e sento di vivere appieno la mia stessa vita,
in te ho incontrato me stesso
e ho guardato oltre,
oltre ogni inimmaginabile limite.
Ho guardato nel profondo dei tuoi occhi
cercando di comprenderti
ma, ho visto tutto quello che di me
mai avrei voluto vedere.
Ho visto la mia fragilità e la mia insicurezza
i miei sensi di colpa e i miei complessi
le mie paure e la mia insofferenza
ho visto le mie tenebre e i miei demoni
allora, ho guardato ancora oltre
e nel profondo del mio cuore, un mare in tempesta,
un oceano immenso dove tuffarsi e perdersi
e lì nel profondo della mia anima ho compreso!
Ho provato piacere e orgoglio
nel capire quello che oggi provo
nel sapere chi oggi sono veramente
adesso so che amo le cose belle
so che amo tutto quello che la vita mi offre
e una di quelle sei tu.
                                                          Paulo Coelho
                                                                          dal libro “Undici minuti”

di sottolestelledeljazz

E quel che seguirà è una tempesta

 

 

…..”Nessuno può immaginare
quel che dico quando me ne sto in silenzio
chi vedo quando chiudo gli occhi
come vengo sospinta quando vengo sospinta
cosa cerco quando lascio libere le mani.
Nessuno, nessuno sa…
quando ho fame quando parto
quando cammino e quando mi perdo,
e nessuno sa
che per me andare è ritornare
e ritornare è indietreggiare,
che la mia debolezza è una maschera
e la mia forza è una maschera,
e quel che seguirà è una tempesta.”…..

                                  Joumana Haddad

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Noi

immaginiamo

quel che nessuno immagina.

 

Noi

sappiamo

quel che nessuno sa.

 

Tu conosci

ogni parola dei miei silenzi.

 

Tu sai

che quando indietreggio

sto avanzando ,

ed io so

cosa vedi

quando chiudi gli occhi.

 

E la mia debolezza

è la tua forza.

Ed i miei occhi

sono le tue mani libere.

 

E quel che seguirà

è una tempesta.

                                               A.C. sottolestelledeljazz

 

di sottolestelledeljazz

“Kintsugi”

Il dolore è parte della vita.
A volte è una parte grande, e a volte no,
ma in entrambi i casi, è una parte del grande puzzle,
della musica profonda, del grande gioco.
Il dolore fa due cose:
Ti insegna, ti dice che sei vivo.
Poi passa e ti lascia cambiato.
E ti lascia più saggio, a volte.
In alcuni casi ti lascia più forte.
In entrambe le circostanze, il dolore lascia il segno,
e tutto ciò che di importante potrà mai accadere nella tua vita
lo comporterà in un modo o nel’altro.
(Jim Butcher)k

…….la sofferenza è parte della vita…nella stessa modalità naturale di tutto il resto.
Il punto è cose ce ne vogliamo fare! …..
cercare di “aggiustare” in modo che la rottura non sia visibile, è un falso!

Ci sono giorni in cui si ha voglia di stare soli con se stessi.
Sono i giorni dei “punto e a capo”.
Ho spento il cellulare.
Ho chiuso la porta.
Ho costruito il silenzio intorno a me.
Ho aperto la mia borsa verde, mai svuotata, colma di un anno intero di lavoro e di ricordi.
Quella borsa verde sempre appoggiata su quella sedia affianco la mia, che resterà sempre vuota, velando di tristezza il mio sguardo.
Carte, fogli,quaderni,penne, matite…
Una bozza di un manifesto per un “summer camp”.
Una relazione finale di una commissione orario.
Una bozza di progetto per disabili, rimasta lì, solo accennata.
Un attestato di frequenza di un corso di formazione.
Test di scrittura e lettura.
Appunti, appunti ed ancora appunti.
Preventivi per una gita scolastica in cui mi ero messo d’accordo con il sole.
Una penna argentata.
Un block notes con un mulino.
Bigliettini sparsi.
Un libro con una dedica.
Una piccolissima bustina, con dentro un bigliettino con su scritto “Grazie!”
Una coccinella calamita portafortuna.
Il lucchetto che avevo perso del mio cassettino sempre aperto…era lì…
E poi , ancora, fogli, fogli a quadretti,fogli a righe, scritti da mani incerte…
Una borsa colma della mia fragilità.
Una borsa colma di invisibili fogli bianchi scritti con inchiostro simpatico da un’anima semplice,indifesa, trasparente, nuda, ingenua.
Una borsa colma di ricordi, speranze ed illusioni.
Una borsa colma di lacrime.
Ho ritrovato tanti, tanti, piccoli frammenti.
Ho raccolto quei cocci senza forma.
Li ho rimessi insieme, ad uno ad uno.
Ed ho riempito fessure e crepe di quel mosaico di scheggie con oro puro e scintillante.
Lo riconosco.
E’ lui!
Bello come sempre.
Trasparente.
Ingenuo.
Semplice.
Luccicante di oro puro.
Eccolo.
Eccoti.
Ora ti riconosco.
Sei il mio cuore.
Domani è un nuovo giorno.
Domani è un nuovo anno.
Domani avrò una borsa nuova.
A.C. sottolestelledeljazz

di sottolestelledeljazz

Ecco appunto!

“I fogli bianchi sono la dismisura dell’anima
e io su questo sapore agrodolce
vorrò un giorno morire,
perché il foglio bianco è violento.
Violento come una bandiera,
una voragine di fuoco,
e così io mi compongo
lettera su lettera all’infinito
affinché uno mi legga
ma nessuno impari nulla
perché la vita è sorso, e sorso
di vita i fogli bianchi
dismisura dell’anima.”

Alda Merini

Ultimi giorni di “vacanza”…
E non ho poesie da scrivere stasera.
Perchè… a volte “certe cose” non hanno rime.
Certe cose si chiamano “anime”.
Anime che parlano.
Anime che si cercano.
Anime che soffrono.
Anime che vorrebbero fuggire ma che poi si incontrano sempre….
Anime tormentate.
Anime felici.
Anime pazienti.
Anime che si custodiscono.
Anime che non hanno misteri.
Anime che soffiano sulle nuvole scure.
Anime che è un miracolo…..sì un miracolo…..
Stasera non ho rime da scrivere.

Stasera ho bisogno di parole vere, parole pure, parole appassionate, parole che sono l’amore,parole che sanno di amore, parole che fanno l’amore.
Parole che sfiorano le mie labbra con le loro dita, parole che poi mi baciano, parole che poi …mi dicono “sei bello”… parole che mi sussurrano “sono tua”….

Stasera ho bisogno di note…..
Stasera ho bisogno di musica….
Stasera ho bisogno di te…

di sottolestelledeljazz

….non si diventa angeli….

“Non devi avere paura di nulla. Adesso sei stanco. Stanco e spaventato. Capita a tutti. Ti sembra tutto sbagliato. Per questo i tuoi piedi si bloccano. Danzare è la tua unica possibilità. Devi danzare, e danzare bene. Tanto bene da lasciare tutti a bocca aperta.”

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Non si diventa angeli

abbracciando il mare in tempesta.

Non si diventa riva

confondendosi tra le onde.

Cerchi un sorriso tra le nuvole.

Il cielo ti osserva sereno.

Il sole sa 

che non divverai gabbiano.

Un cucciolo ti aspetta.

Mare, onde, cielo, sole

custodite il mio cucciolo d’uomo.

E poi, vi prego,

portatemi con voi.

Sarò il suo angelo.

                             A.C. sottolestelledeljazz

di sottolestelledeljazz

Musica e silenzio

Quel tuo silenzio in cui il chiasso della nostra vita si smorza, quel palpito silenzioso che ogni lacrima assorbe; quel silenzio…

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È che ho bisogno di te.

Che tu sia su una croce,

che tu sia un tramonto,

che tu sia d’oro

o che tu abbia fiori di loto ai piedi,

che tu sia fuoco,

che tu sia mare,

aria o vento,

che tu abbia scimitarre

o fasci di ulivi,

che tu abbia una lunga barba bianca o nera,

che tu sia sole o luna,

che tu sia uno o tre,

che tu sia mille stelle.

È che ora,

in questo mio chiasso,

ho bisogno di te,

della tua musica,

del tuo silenzio.

                                  A.C. sottolestelledeljazz

di sottolestelledeljazz